Flavescenza dorata, primi sintomi in campo
Con la progressione del germogliamento, risultano sempre più evidenti quelle piante con problemi vascolari. Mentre la maggior parte delle viti progredisce verso la fioritura, alcune manifestano ancora una vegetazione stentata, spesso affastellata e discromica.
A volte ci troviamo di fronte all’evoluzione del mal dell’esca (sono già presenti le prime “tigrature”), con vasi legnosi occlusi, che limitano la circolazione della linfa. In altri casi si rilevano i sintomi ascrivibili al Virus del Pinot Grigio (simili a quanto compare a seguito degli attacchi degli eriofidi dell’acariosi).
Purtroppo però sono già evidenti anche piante colpite da flavescenza dorata. In questi casi si osservano pigmentazioni aranciate (vitigni rossi), internodi raccorciati e primi grappolini che cominciano ad abortire o a necrotizzare. Ovviamente, trattandosi di manifestazioni precoci, riconducibili alle infezioni degli scorsi anni, le situazioni più gravi si stanno registrando in quegli impianti investiti dalla malattia in forma grave e su vitigni particolarmente sensibili.
Ricordiamo che in queste settimane è in corso il monitoraggio dello scafoideo. Le prime neanidi sono state riscontrate a fine aprile; per il momento si osserva un relativo stallo nelle nascite, ma, verosimilmente, non appena le temperature e le condizioni ambientali risulteranno ideali, si osserverà una naturale accelerazione della diffusione dell’insetto. Per quanto, ad oggi, non vi siano ancora rischi infettivi, si invita a controllare la situazione, sia del vettore che dei sintomi, applicando le misure di difesa previste.
Modena, 16 maggio 2026











