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Recrudescenza dell’infestazione di vespa cinese (D. kuriphilus) nei castagneti regionali

Il successo della lotta biologica messa in campo in Emilia-Romagna con i lanci propagativi del suo parassitoide specifico Torymus sinensis è ben visibile in tutto l’Appennino dove la presenza di vespa cinese passa ormai inosservata.

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Tuttavia in alcune aree circoscritte dislocate in tutta la Regione si assiste ad una recrudescenza dell’infestazione di vespa cinese riconducibile perlopiù ad errate pratiche agronomiche che finiscono per distruggere il prezioso Torymus sinensis. Gli effetti negativi derivati da queste errate pratiche, se reiterate, potrebbero compromettere l’efficacia della lotta biologica non solo nelle singole aziende ma anche in aree molto più vaste. 

Si ricorda che il Torymus sinensis in primavera sfarfalla dalle galle secche dell’anno precedente e depone le uova all’interno delle galle neoformate di vespa cinese e qui, dopo essersi nutrito della larva di vespa, rimane tutto l’inverno per poi ripetere il ciclo la primavera successiva.

Pertanto si comprende quanto sia fondamentale non bruciare e non trinciare le galle secche che infatti non contengono più la vespa bensì il Torymus sinensis.

Si prega di continuare a non bruciare e non trinciare il materiale derivante dalla potatura con le galle secche e mantenere questo materiale riunito in fasci o cumoli in castagneto o nei suoi bordi per circa un anno o almeno fino alla fine di giugno dell’anno successivo, in modo da non ostacolare la fuoriuscita primaverile del Torymus sinensis ed evitare così la ripresa delle infestazioni.

Si ricorda che la vespa cinese rimarrà per sempre nei castagneti italiani in quanto la lotta biologica, ha instaurato un equilibrio dinamico fra insetto dannoso e insetto utile e sarà fisiologico negli anni avere una fluttuazione nel tempo nella consistenza delle due popolazioni. 

Il Consorzio Fitosanitario di Modena per indagare maggiormente sul problema della recrudescenza di vespa cinese sul territorio provvederà a fine estate ad effettuare le dovute verifiche sull’effettiva presenza o meno del T. sinensis nelle zone in cui si è verificata una ripresa della infestazione.

Per segnalazioni e chiarimenti contattare il tecnico incaricato G. Montepaone al 349/8770178.

 

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